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Posto nell’alta Valle dell’Esaro, il borgo si
sviluppò a partire dal IX sec. attorno ad un’abbazia di monaci basiliani. Citato
nel XIV sec. dapprima come Mottafellone, poi come Mottafullone, il toponimo
potrebbe derivare da Motta (mucchio di terra, di sassi, di sabbia) e Fullone,
italianizzazione del calabrese Fuddùne (covo di fiere), oppure dal termine
latino Fullo (ovvero il lavandaio, l'operaio addetto a particolari trattamenti
dei tessuti).
Quanto alla successione feudale appartenne ai Sangineto (1343) e, per
successione, pervenne ai Sanseverino per poi giungere ai Pescara (1580), ai
Firrao (1605), ai Telesio (1611), ai Van Der Eyden (1740) e quindi ai Carafa di
Belvedere.
Risorse culturali e ambientali:
Nei pressi di Mottafollone sono stati rinvenuti numerosi resti di
interesse archeologico: in località Cerreto (sul pendio settentrionale della
vallata del fiume Occido a 260 m s.l.m.), si possono visitare i resti di una
villa romana mentre in località Foresta (un'altura nei pressi del bivio del
Lavandaio lungo la SS 105, alla sinistra del fiume Rosa ed a sud-est del centro
abitato di Mottafollone), troviamo tombe a cappuccina del periodo
bruzio-ellenistico (IV-III sec. a.c.); in località Scarani, infine, sono stati
rinvenute varie ceramiche a vernice nera probabilmente del IV-III sec. a.c.
Nel
caratteristico centro storico, formato da una rete di viuzze, il Castello
medievale (di cui rimangono solo i ruderi), si ergeva maestoso a dominare la
valle sottostante. Il patrimonio architettonico e storicoartistico comprende
numerose chiese: Chiesa madre di Santa Maria della Motta Museo Parrocchiale
Abbazia bizantino-basiliana di Santa Maria le Piane Chiesa di San Giovanni
Battista.
La chiesa madre di Santa Maria della Motta di origine bizantina conserva delle
gallerie sotterranee anticamente adibite a necropoli; le tombe rinvenute sono di
età ellenistica, simili a quelle della località Foresta, e forse attestano
l'esistenza di un nucleo abitativo bruzio sorto attorno alla fine del IV sec.
a.c. dove attualmente è il centro abitato; il Museo parrocchiale raccoglie
numerose opere tra cui si possono ammirare: una testina di divinità arcaica
greca del VII sec. a.C., un'urna cineraria dell'età del bronzo e un'antica
statua lignea di S. Antonio Abate.
Si segnalano inoltre l'abbazia
bizantino-basiliana di Santa Maria le Piane, che conserva affreschi
duecenteschi, e la chiesa di San Giovanni Battista la cui pala d’altare con
cornice lignea risale al XVIIXVIII sec.
Dal punto di vista
paesaggistico-ambientale Mottafollone, come Lungro, appartiene al complesso
montuoso dei monti di Orsomarso e Verbicaro e presenta quindi analoghe risorse
naturalistiche; percorrendo pochi chilometri in macchina, si può raggiungere il
Parco del Pollino, in particolare un piacevolissimo pianoro, in località
Campicello, da cui si possono ammirare i monti della Montea e della Mula.
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Chiesatta di S. Maria Le Piane

Chiesetta S. Antonio Abate

Ex Convento di Santa Croce

Ex Convento Santa Croce

La Motta Medievale

Vasetto Lacrimale
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